….ed ecco allora le immgini e commenti dell’escursione effettuata a Leymen (FRAU) il 21 gennaio in pieno periodo invernale…..non mi aspettavo certo di trovare molti funghi dopo un periodo estremamente rigido……comunque è sempre interessante scoprire quale flora sia “sopravvissuta” al gelo perenne degli ultimi 40 giorni.
°Ringrazio per la collaborazione Mariano Curti da Pozzaglia Sabino (Rieti) ITA
Leymen ( FRA ) 21.gennaio 2006 Temperatura : 0° + 3° Umidita' : 95-78 %
HABITAT : Zona collinare pianeggiante 400-450 m.s.l.m. su terreno argilloso, substrato argilloso ricco di humus in decomposizione, superficie con lettiera spessa a tratti colonizzata da muschi
Esile Mycena della Sez.Hiemales, caratterizzata dal cappello emisferico-subparaboloide tipicamente rivestito da grinzosita’ o solcature radiali e per le lamelle decisamente decorrenti al gambo. Fruttifica prevalentemente su residui legnosi fortemente degradati, la sua presenza in piena stagione invernale rappresenta per me davvero una novita’.
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Esile Mycena della Sez.Hiemales, caratterizzata dal cappello emisferico-subparaboloide tipicamente rivestito da grinzosita’ o solcature radiali e per le lamelle decisamente decorrenti al gambo. Fruttifica prevalentemente su residui legnosi fortemente degradati, la sua presenza in piena stagione invernale rappresenta per me davvero una novita’.
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L'assenza di pleurocistidi, le fattezze delle spore e dei cheilo non lasciano dubbi sulla specie. Il gambo possiede un anello di struttura fibrillare poco pronunciato e nella specie sopra citata la consistenza è molto variabile. Molti la definiscono la G. marginata senza pleurocistidi ma comunque ci sono delle differenze anche di tipo macroscopico. Per gli amici siciliani : questa specie ( uncialis) fa parte del grande gruppo delle entità di struttura naucorioide a differenza delle altre che hanno aspetto micenoide. Da ricordare che le vicine specie come la cinctula e la triscopa (tipiche anche loro dello stesso habitat) hanno comunque all'aspetto, una conformasione più micenoide e chiaramente caratteri micro diversi. Nell'indagine sulla presenza assenza dei pleuro bisogna ricordare che molte volte la marginata e il relativo complesso, possiedono pleurocistidi abbastanza rari e la prova va fatta più volte per non rimanere ingannati da una specie molto variabile. la specie non è affatto comune, I caratteri macroscopici non sono molto tipici e secondo me il periodo di freddo ha dato colorazioni un po' più chiare.
Mariano Curti 2006
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L'assenza di pleurocistidi, le fattezze delle spore e dei cheilo non lasciano dubbi sulla specie. Il gambo possiede un anello di struttura fibrillare poco pronunciato e nella specie sopra citata la consistenza è molto variabile. Molti la definiscono la G. marginata senza pleurocistidi ma comunque ci sono delle differenze anche di tipo macroscopico. Per gli amici siciliani : questa specie ( uncialis) fa parte del grande gruppo delle entità di struttura naucorioide a differenza delle altre che hanno aspetto micenoide. Da ricordare che le vicine specie come la cinctula e la triscopa (tipiche anche loro dello stesso habitat) hanno comunque all'aspetto, una conformasione più micenoide e chiaramente caratteri micro diversi. Nell'indagine sulla presenza assenza dei pleuro bisogna ricordare che molte volte la marginata e il relativo complesso, possiedono pleurocistidi abbastanza rari e la prova va fatta più volte per non rimanere ingannati da una specie molto variabile. la specie non è affatto comune, I caratteri macroscopici non sono molto tipici e secondo me il periodo di freddo ha dato colorazioni un po' più chiare.
Mariano Curti 2006
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L'assenza di pleurocistidi, le fattezze delle spore e dei cheilo non lasciano dubbi sulla specie. Il gambo possiede un anello di struttura fibrillare poco pronunciato e nella specie sopra citata la consistenza è molto variabile. Molti la definiscono la G. marginata senza pleurocistidi ma comunque ci sono delle differenze anche di tipo macroscopico. Per gli amici siciliani : questa specie ( uncialis) fa parte del grande gruppo delle entità di struttura naucorioide a differenza delle altre che hanno aspetto micenoide. Da ricordare che le vicine specie come la cinctula e la triscopa (tipiche anche loro dello stesso habitat) hanno comunque all'aspetto, una conformasione più micenoide e chiaramente caratteri micro diversi. Nell'indagine sulla presenza assenza dei pleuro bisogna ricordare che molte volte la marginata e il relativo complesso, possiedono pleurocistidi abbastanza rari e la prova va fatta più volte per non rimanere ingannati da una specie molto variabile. la specie non è affatto comune, I caratteri macroscopici non sono molto tipici e secondo me il periodo di freddo ha dato colorazioni un po' più chiare.
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Reperibile in alcune zone del centro-europa con crescita localizzata, in altre zone è molto poco comune o decisamente rara, cresce invece in abbondanza nell’areale basilese dove trova substrato ideale su legname molto poco degradato di Abies alba, saltuariamente si si insedia anche su Pinus e Picea abies.
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Reperibile in alcune zone del centro-europa con crescita localizzata, in altre zone è molto poco comune o decisamente rara, cresce invece in abbondanza nell’areale basilese dove trova substrato ideale su legname molto poco degradato di Abies alba, saltuariamente si si insedia anche su Pinus e Picea abies.
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Reperibile in alcune zone del centro-europa con crescita localizzata, in altre zone è molto poco comune o decisamente rara, cresce invece in abbondanza nell’areale basilese dove trova substrato ideale su legname molto poco degradato di Abies alba, saltuariamente si si insedia anche su Pinus e Picea abies.
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Reperibile in alcune zone del centro-europa con crescita localizzata, in altre zone è molto poco comune o decisamente rara, cresce invece in abbondanza nell’areale basilese dove trova substrato ideale su legname molto poco degradato di Abies alba, saltuariamente si si insedia anche su Pinus e Picea abies.
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reperibile nei medesimi areali di crescita di Baeospora myriadophylla preferendo anchesso il medesimo substrato, è sicuramente una specie molto interessante da studiare con caratteri morfocromatici ben delineati e facilmente identificabili. Di consistenza coriacea-elastica, i corpi fruttiferi ,davvero singolare sono intrisi da una sostanza resinosa che conferiscono al tatto una sensazione adesiva-collante, tale peculiarita’ è facilmente verificabile nell’esame microscopico osservando il filo lamellare dove tale sostanza per azione dinamica tende ad avvolgere le prominenti cellule marginali separandole in modo selettivo e dandole un aspetto seghettato.
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reperibile nei medesimi areali di crescita di Baeospora myriadophylla preferendo anchesso il medesimo substrato, è sicuramente una specie molto interessante da studiare con caratteri morfocromatici ben delineati e facilmente identificabili. Di consistenza coriacea-elastica, i corpi fruttiferi ,davvero singolare sono intrisi da una sostanza resinosa che conferiscono al tatto una sensazione adesiva-collante, tale peculiarita’ è facilmente verificabile nell’esame microscopico osservando il filo lamellare dove tale sostanza per azione dinamica tende ad avvolgere le prominenti cellule marginali separandole in modo selettivo e dandole un aspetto seghettato.
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L'assenza di giunti a fibbia inserisce questa specie nel subgenere Tubariopsis. La prima analisi infatti che si deve intraprendere è proprio la verifica delle presenza - assenza dei giunti. La forma delle spore che spesso si presentano difformi porta a Galerina laevis. Questa specie nel suo sottogenere ( è considerata la specie pilota) a volte presenta variabili che possono confondere chi la determina. Se non erro ci sono alcune macrospore dovute alla presenza di basidi bisporici del tutto normali in questa specie. I pileocistidi sono in molti testi rilevati come rari e per altri molto rari. Io personalmente li ho osservati in alcuni esemplari e in altri raramente mentre addirittura in altri come nulli.
Mariano Curti 2006
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L'assenza di giunti a fibbia inserisce questa specie nel subgenere Tubariopsis. La prima analisi infatti che si deve intraprendere è proprio la verifica delle presenza - assenza dei giunti. La forma delle spore che spesso si presentano difformi porta a Galerina laevis. Questa specie nel suo sottogenere ( è considerata la specie pilota) a volte presenta variabili che possono confondere chi la determina. Se non erro ci sono alcune macrospore dovute alla presenza di basidi bisporici del tutto normali in questa specie. I pileocistidi sono in molti testi rilevati come rari e per altri molto rari. Io personalmente li ho osservati in alcuni esemplari e in altri raramente mentre addirittura in altri come nulli.
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L'assenza di giunti a fibbia inserisce questa specie nel subgenere Tubariopsis. La prima analisi infatti che si deve intraprendere è proprio la verifica delle presenza - assenza dei giunti. La forma delle spore che spesso si presentano difformi porta a Galerina laevis. Questa specie nel suo sottogenere ( è considerata la specie pilota) a volte presenta variabili che possono confondere chi la determina. Se non erro ci sono alcune macrospore dovute alla presenza di basidi bisporici del tutto normali in questa specie. I pileocistidi sono in molti testi rilevati come rari e per altri molto rari. Io personalmente li ho osservati in alcuni esemplari e in altri raramente mentre addirittura in altri come nulli.
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Curiosa entita’ appartenente alla Fam. Delle Tricholomataceae evocante nell’aspetto il Pleurotus ostreatus buon commestibile. S.serotina fruttifica generalmente fra il tardo autunno fin quasi all’esaurirsi della stagione invernale e si fa notare per la crescita a grandi gruppi su legno parzialmente degradato di latifoglie, si riconosce per la forma prettamente conchiforme, mentre nel cappello sono bene evidenziati degli strati gelatinosi uniformi e per le lamelle molto basse tipicamente forcate.
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Curiosa entita’ appartenente alla Fam. Delle Tricholomataceae evocante nell’aspetto il Pleurotus ostreatus buon commestibile. S.serotina fruttifica generalmente fra il tardo autunno fin quasi all’esaurirsi della stagione invernale e si fa notare per la crescita a grandi gruppi su legno parzialmente degradato di latifoglie, si riconosce per la forma prettamente conchiforme, mentre nel cappello sono bene evidenziati degli strati gelatinosi uniformi e per le lamelle molto basse tipicamente forcate.
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I tuoi servizi, oltremodo avvolgenti, e la provenienza da areali a noi completamente sconosciuti, affascinano non poco. Le specie da te presentate, almeno per me, costituiscono fonte di nuove scoperte vedendole per la prima volta. Grazie Enzo Giovanni